Affitti brevi, i Comuni alzano il conto tra Tari e soggiorno nel 2026
Tassa di soggiornoIn questa guida
Nel 2026 la leva fiscale locale sugli affitti brevi si fa più pesante. Genova ha portato la tassa di soggiorno degli appartamenti turistici da 3 a 5 euro a notte dal 1 agosto, il gettito nazionale stimato sale a 1,3 miliardi con un +9,2%, e dopo Bologna e Napoli anche Firenze studia una Tari più alta per chi gestisce più di quattro case. Per un property manager multi-città significa ricalcolare costi e tariffe comune per comune.
C'è una tendenza chiara dietro le cronache locali di queste settimane. Le amministrazioni comunali stanno usando la leva fiscale sugli affitti brevi con sempre più forza, su due fronti insieme, la tassa di soggiorno e la tassa sui rifiuti. Il fenomeno non è isolato. Secondo il report JFC ripreso dal Sole 24 Ore, dal 1 gennaio 2026 cinquantatré amministrazioni hanno aumentato le tariffe della tassa di soggiorno e una ventina di nuovi Comuni l'hanno introdotta per la prima volta, da Avellino a Latina, da Scandicci a Foligno. Il gettito complessivo stimato per il 2026 sfiora 1,3 miliardi di euro, in crescita del 9,2% rispetto all'anno prima, e una quota compresa tra il 30 e il 50% del maggior gettito, dopo la Manovra e il Dl Anticipi, va allo Stato e non più solo ai Comuni.
Genova, il caso più recente
La giunta del capoluogo ligure ha approvato la delibera 166 del 2026 che ridisegna le tariffe per le strutture extralberghiere e per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico. Per gli appartamenti turistici l'imposta sale da 3 a 5 euro a notte a persona, con una tariffa ridotta a 4 euro nei municipi più periferici. Per bed and breakfast, affittacamere e case vacanze si passa da 3 a 4 euro. Il nuovo importo vale dal 1 agosto 2026, con le prenotazioni già confermate prima di quella data che restano esenti, e la tassa si applica al massimo ai primi otto pernottamenti consecutivi nella stessa struttura. Il Comune ha spiegato che i maggiori introiti saranno vincolati a interventi per la città, dalla promozione turistica alla manutenzione urbana.
Genova non è un'eccezione ma un pezzo di un mosaico. Torino ha alzato la tassa nel 2026 avvicinandola ai livelli di Napoli, Perugia ha deliberato nuove tariffe in vigore dal 1 aprile, Alghero ha raddoppiato l'importo del comparto extralberghiero da 1 a 2 euro. Ogni giunta si muove con tempi, importi e decorrenze propri, e questo è esattamente il problema per chi gestisce in più di una destinazione.
La Tari diventa la seconda leva
Il fronte più nuovo è quello dei rifiuti. La tassa sui rifiuti sugli affitti brevi finora è stata spesso applicata come utenza domestica, la stessa di una famiglia residente. Diversi Comuni stanno cambiando approccio, riclassificando gli appartamenti turistici verso l'utenza non domestica o introducendo maggiorazioni. Bologna e Napoli hanno già agito su questo terreno, e ora Firenze studia l'ipotesi di far pagare una Tari più alta a chi gestisce più di quattro case in locazione turistica breve. Palazzo Vecchio, secondo le cronache, valuta la misura per armonizzare il prelievo con l'impatto reale dell'attività sulla città, mentre Federalberghi denuncia da tempo la disparità di trattamento rispetto agli alberghi.
Va tenuta ferma una distinzione. A Firenze si tratta per ora di uno studio, non di una delibera approvata, quindi la tariffa vigente resta quella attuale e l'eventuale maggiorazione andrà verificata quando e se sarà deliberata. Ma la direzione è leggibile e riguarda un numero crescente di città d'arte.
Un quadro che continua a muoversi
Sullo sfondo pesano due elementi che spingono i Comuni a stringere. Da un lato la stretta nazionale sulle locazioni esercitate in forma imprenditoriale, con la soglia della presunzione d'impresa scesa da quattro a due immobili dal 2026, che sposta parte della gestione verso regimi più strutturati. Dall'altro la regolamentazione europea sugli affitti brevi in arrivo, che tra le altre cose dovrebbe dare più poteri ai sindaci nella gestione del fenomeno. In questo contesto la leva fiscale locale è lo strumento più immediato che le amministrazioni hanno a disposizione, e i numeri dicono che lo stanno usando.
Cosa significa per il tuo portafoglio
Il punto operativo è sempre lo stesso. Chi gestisce affitti brevi su più Comuni non amministra un'imposta, ne amministra molte in parallelo, e nel 2026 quelle imposte cambiano più spesso e verso l'alto. Tre mosse concrete riducono il rischio.
La prima è ricalcolare tariffe e costi Comune per Comune, senza dare per scontato che il valore dello scorso anno sia ancora valido. Un aumento come quello di Genova, se non aggiornato nei tuoi sistemi, si traduce in un versamento sbagliato di cui rispondi tu, perché verso il Comune il responsabile del pagamento resta il gestore. La seconda è incassare l'imposta al momento giusto, di norma al check-in o in prenotazione, così da non doverla anticipare di tasca propria quando cambia l'importo a stagione in corso. La terza, sul fronte Tari, è verificare la classificazione dei tuoi immobili nei Comuni dove la revisione è in corso, perché il passaggio a utenza non domestica o una maggiorazione oltre una certa soglia di appartamenti può incidere in modo sensibile sul costo fisso annuo.
L'impatto cambia con la dimensione del portafoglio. Se sei un boutique radicato su una sola città, il tema si riduce a tenere aggiornata una delibera e a comunicare l'aumento ai proprietari, che vedranno un prezzo finale più alto per l'ospite. Se gestisci in scala su più città, il rischio è di natura di processo, servono un presidio delle delibere comunali e un flusso che aggiorni gli importi su tutti i canali senza interventi manuali uno per uno. Se sei alle prime unità, il consiglio è di non sottovalutare la Tari, perché è un costo fisso che matura anche a bassa occupazione e che alcuni Comuni stanno rendendo più oneroso proprio per gli affitti brevi.
Gestisci unità in più Comuni?
Tariffe, versamenti e scadenze che cambiano città per città sono difficili da presidiare a mano. La checklist degli adempimenti raccoglie gli obblighi ricorrenti, imposta di soggiorno compresa, con tempi e sanzioni.
Domande frequenti
Di quanto aumenta la tassa di soggiorno a Genova nel 2026?
Cos'è la Tari maggiorata sugli affitti brevi?
Chi versa la tassa di soggiorno quando cambia l'importo a stagione in corso?
- Il Sole 24 Ore, Affitti brevi, i comuni aumentano imposta di soggiorno e Tari per le locazioni turistiche, 21 luglio 2026
- Corriere della Sera, Affitti brevi, i Comuni alzano il conto tra Tari e tassa di soggiorno, 21 luglio 2026
- Comune di Genova, Imposta di Soggiorno, delibera di giunta 166 del 2026
- Il Sole 24 Ore, Imposta di soggiorno, il gettito aumenta e in parte va allo Stato, 30 dicembre 2025
- Sky TG24, Tassa di soggiorno, aumentano i Comuni che la introducono (report JFC), 13 aprile 2026
- Firenze Dintorni, Affitti brevi e Tari, il Comune studia nuove regole, 2026


