Imposta di soggiorno per affitti brevi, tariffe e obblighi
ComplianceIn questa guida
La tassa di soggiorno, che la norma chiama imposta di soggiorno, è un tributo comunale che paga l'ospite ma che il property manager riscuote e riversa al Comune, nel ruolo di responsabile del pagamento. Le tariffe le decide ogni Comune, di solito per persona e per notte, e nel 2026 vanno da circa 2 euro a 9,50 euro. La dichiarazione annuale è una sola, si trasmette per via telematica attraverso i canali dell'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno dell'anno dopo e il destinatario sono i Comuni che l'imposta l'hanno istituita, ma sotto ci sono tanti regimi quanti sono i Comuni in cui gestisci. Chi lavora su più città non amministra un'imposta, ne amministra molte in parallelo.
Per un property manager con appartamenti in tre o cinque destinazioni questo è il punto delicato. Un solo adempimento nazionale nasconde una rete di obblighi locali che vanno tenuti allineati uno per uno, e gli errori più frequenti nascono proprio dal trattare come unico un tributo che unico non è. Vediamo chi versa cosa, quanto si paga città per città, quali piattaforme ti coprono e quali no, e come reggere il tutto senza perdere colpi.
Chi paga la tassa di soggiorno Airbnb e chi la versa al Comune
Sono tre ruoli distinti e conviene tenerli separati fin da subito. Il soggetto passivo, cioè chi deve materialmente il tributo, è l'ospite che pernotta. Tu come gestore non sei il debitore dell'imposta, sei il responsabile del pagamento verso il Comune, con diritto di rivalsa sull'ospite. In pratica la incassi al momento del soggiorno e la riversi all'amministrazione locale, che è il destinatario finale del gettito.
La base di tutto è l'articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011, quello sul federalismo municipale, che ha dato ai Comuni capoluogo e alle località turistiche la facoltà di istituire il tributo con una delibera. Non lo applicano tutti, ma lo fa ormai gran parte dei capoluoghi e delle località turistiche, e tutte le città d'arte sono tra questi.
Dal peculato alla sanzione amministrativa, cosa è cambiato
Qui c'è la novità che più alleggerisce la posizione di chi gestisce, e vale la pena capirla perché per anni ha spaventato il settore. Fino al maggio del 2020 il gestore che incassava l'imposta era considerato un agente contabile, cioè un ausiliario del Comune che custodiva denaro pubblico. Da questa qualifica discendevano due conseguenze pesanti, l'obbligo di rendere il conto giudiziale alla Corte dei Conti con il cosiddetto Modello 21 e, soprattutto, il rischio di rispondere di peculato in caso di mancato versamento, un reato punito con la reclusione fino a dieci anni e mezzo.
L'articolo 180 del decreto legge 34 del 2020, il Decreto Rilancio, ha cambiato la natura del rapporto. Il gestore è diventato responsabile del pagamento, cioè un debitore tributario verso l'ente, non più il custode di soldi altrui. Le somme che raccogli dagli ospiti non sono denaro pubblico in deposito, sono un tuo credito verso il cliente che poi giri all'amministrazione. La Cassazione penale ha confermato che da quel momento l'omesso versamento non è più peculato, ma un illecito amministrativo.
Il quadro si è chiuso del tutto all'inizio del 2026. Le Sezioni Unite della Cassazione, con l'ordinanza 1527 del 23 gennaio 2026, hanno stabilito in via definitiva che le controversie sull'imposta di soggiorno spettano al giudice tributario e non alla Corte dei Conti, archiviando la qualifica di agente contabile. La conseguenza pratica è che il Modello 21 come adempimento è venuto meno. Attenzione però, molti Comuni non hanno ancora aggiornato i loro regolamenti, quindi prima di darlo per superato verifica lo stato del singolo municipio in cui operi.
Quanto si paga, città per città
L'importo lo fissa ogni Comune con la propria delibera, quasi sempre per persona e per notte, con un tetto massimo di notti tassabili oltre il quale l'ospite non paga più. Il limite ordinario di legge è 5 euro a notte, ma le grandi mete turistiche possono superarlo, e la legge di bilancio 2024 insieme alle misure per il Giubileo e per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ha alzato diversi massimali.
| Città | Tariffa affitti brevi, a persona per notte | Notti massime |
|---|---|---|
| Milano | fino a € 9,50 | 14 |
| Roma | € 6,00 | 10 |
| Firenze | € 6,00 | 7 |
| Napoli | € 6,00 | 14 |
| Venezia | da € 2,00 a € 5,00 | 5 |
| Genova | € 5,00 (€ 4,00 nei municipi IV, V e VI) | 8 |
| Torino | € 3,80 | 7 |
| Palermo | € 4,00 | 4 |
| Rimini | € 2,00 | 7 |
I valori in tabella cambiano con le giunte e talvolta in corso d'anno. Milano è salita a 9,50 euro per gli affitti brevi nel 2026, tra le tariffe più alte d'Italia, sull'onda degli aumenti legati ai Giochi olimpici. Genova è passata da 3 a 5 euro per gli appartamenti a uso turistico dal 1º agosto 2026, con la delibera di giunta 166 del 25 giugno, tenendo esenti le prenotazioni già confermate. Napoli ha portato le locazioni brevi a 6 euro. Il punto da portare a casa non è la singola cifra, è che su un portafoglio multi città non esiste una tariffa unica, ne esiste una per ogni Comune in cui gestisci, e cambia mentre la stagione è in corso.
Le esenzioni, da applicare caso per caso
Quasi tutti i regolamenti prevedono categorie esenti, ma le soglie cambiano da un comune all'altro e la documentazione va raccolta al momento del soggiorno. Le più diffuse sono queste.
- I minori entro una certa età, soglia che varia parecchio, dai 10 anni di Roma ai 14 di Napoli, senza un riferimento nazionale uniforme.
- Le persone con disabilità e, di norma, uno o due accompagnatori.
- I residenti nel Comune dove si trova l'alloggio.
- I dipendenti pubblici in missione e le forze dell'ordine in servizio, dove il regolamento lo prevede.
- I pazienti in cura presso strutture sanitarie del territorio e chi li assiste.
L'avvertenza operativa conta più dell'elenco. Ogni esenzione va provata con un documento, e quel documento devi conservarlo, perché in caso di accertamento è la tua unica difesa. Su questo fronte le piattaforme non ti aiutano, le esenzioni vanno gestite a mano sul canale diretto e su Booking, e anche dove le applica la piattaforma il versamento cumulativo non sempre le calcola con precisione.
Tassa di soggiorno Airbnb, cosa riscuote la piattaforma e cosa no
Questa è la parte dove si aprono i buchi fiscali, perché ogni piattaforma si comporta in modo diverso. Dove Airbnb non riscuote, su Booking e sul sito diretto la riscossione dall'ospite e il versamento al Comune restano a tuo carico, senza rete.
Il fatto che Airbnb versi non ti libera dalla dichiarazione. Devi comunque includere nel quadro annuale anche gli importi che la piattaforma ha raccolto e riversato per tuo conto, applicando il criterio dell'incasso effettivo, per cui ciascuno dichiara la parte che ha materialmente incassato. L'errore tipico di chi vende su più canali è dichiarare solo una porzione, o per dimenticanza della quota Airbnb o, all'opposto, dell'importo raccolto a mano su Booking e diretto.
Dal 20 maggio 2026 entra in gioco anche il Regolamento europeo 2024/1028, che obbliga le piattaforme a trasmettere i dati delle prenotazioni alle autorità ogni mese, con il CIN come codice di registrazione. Da quel momento l'incrocio tra quello che hai incassato e quello che hai dichiarato diventa automatico, e il margine per dimenticarsi un soggiorno si chiude. Su come funziona l'identificativo dell'immobile abbiamo scritto la guida sul CIN.
Gli obblighi e le scadenze
Mettere a terra l'imposta significa coprire una catena di passaggi, e su più Comuni ognuno si moltiplica. Prima di operare in una nuova città devi abilitarti al portale comunale del tributo, e ogni ente ha il suo, da GECOS di Roma a SoggiorniAmo di Milano. Poi riscuoti l'imposta dall'ospite per ogni pernottamento dovuto, verificando le esenzioni del caso. Quindi versi al Comune con la periodicità che lui stabilisce, spesso trimestrale ma non sempre allineata tra città diverse. Molti Comuni chiedono anche una dichiarazione locale periodica, mensile o trimestrale, separata dal versamento.
Le sanzioni e come rimediare in tempo
Le violazioni sono due e indipendenti, quindi le sanzioni possono sommarsi. Sulla dichiarazione annuale, se la ometti o la presenti infedele, la sanzione va dal 100 al 200 per cento dell'imposta dovuta, e in base ai chiarimenti del MEF in sede di Telefisco 2025 per questo tributo non scatta la sanzione minima fissa. Sul versamento, se non paghi o lo fai in ritardo, devi un quarto della somma non versata, il 25 per cento, sceso dal 30 di un tempo con la riforma entrata in vigore il primo settembre 2024.
C'è però una via d'uscita se ti accorgi dell'errore prima del controllo. Con il ravvedimento operoso regolarizzi spontaneamente versando l'imposta, gli interessi e una sanzione molto ridotta, tanto più bassa quanto prima intervieni. Il Comune dal canto suo può notificare l'accertamento fino al 31 dicembre del quinto anno successivo, e per farlo incrocia le presenze comunicate ad Alloggiati Web, i dati delle piattaforme e gli annunci pubblicati. Non è un controllo teorico, le verifiche incrociate tra presenze dichiarate e imposta versata sono già attive nelle principali città turistiche.
Come tenerlo in piedi su molte unità
Per un appartamento in una città sola l'imposta si gestisce a mano senza troppi problemi. Su decine di unità in più Comuni il lavoro manuale diventa la fonte degli errori, perché ogni destinazione ha tariffa, esenzioni, scadenze e portale propri.
Lo schema che regge è centralizzare il calcolo nel gestionale. Un buon PMS associa a ogni prenotazione il Comune, applica la tariffa giusta in base all'età degli ospiti e al numero di notti, scala le esenzioni e tiene il conto separato per canale, così distingui da subito la somma che ha già versato Airbnb da quella che devi al Comune tu. A quel punto il versamento periodico e la dichiarazione annuale diventano un'esportazione di dati già pronti, non una ricostruzione fatta a fine anno cercando ricevute nelle chat. La differenza, su un portafoglio numeroso, è tra un controllo di routine e un rischio che cresce con ogni unità in più.
Scarica la Checklist adempimenti del property manager
CIN, dispositivi di sicurezza, SCIA, identificazione, Alloggiati Web e imposta di soggiorno, i sei obblighi con le scadenze e le sanzioni, in un PDF stampabile.

